23 Dicembre 2025
Un percorso alla scoperta delle origini della nostra civiltà in tempi e luoghi diversi
Il MUCIV-Museo delle Civiltà prosegue il processo di rinnovamento e accrescimento delle proprie collezioni inaugurando una nuova area espositiva: LABORATORIO NEANDERTHAL. Le scoperte di Grotta Guattari.
Al centro del progetto sono gli straordinari reperti provenienti da Grotta Guattari – sito preistorico di fama internazionale situato a San Felice Circeo (Latina) – trasferiti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Frosinone e Latina. Gli ultimi ritrovamenti – che contribuiscono ad aggiornare le nostra conoscenze sui Neanderthal e sul territorio da essi abitato – si riuniscono ai reperti già precedentemente esposti, e proprio la loro riunificazione e musealizzazione permanente rende il MUCIV- Museo delle Civiltà l’epicentro non solo della loro conservazione e condivisione con il pubblico, ma anche delle ricerche ancora in corso su questo eccezionale patrimonio del nostro passato, configurando l’intero progetto come quello di un vero e proprio LABORATORIO NEANDERTHAL.

Organizzato in collaborazione fra ISPRA-Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale e MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma, con il sostegno di ALES-Arte Lavoro e Servizi S.p.A., il progetto del nuovo allestimento permanente – Animali, Vegetali, Rocce e Minerali: le Collezioni ISPRA > Un museo multispecie – costituisce il risultato finale del processo, avviato nel 2022, di studio, restauro e ricondivisione con il pubblico di queste collezioni di straordinario valore storico e scientifico. Costituite da oltre 150.000 reperti (fossili animali e vegetali, campioni di rocce e minerali, rilievi geologici, strumentazioni scientifiche, busti, ritratti, cimeli e documentazioni), le collezioni ISPRA documentano l’attività del Servizio Geologico d’Italia e dei suoi studiosi che, in accordo con il pensiero del XIX secolo, assegnarono alla scienza un ruolo imprescindibile nei confronti della moderna industria nazionale, ponendo l’essere umano e il suo controllo dell’ambiente al centro di processi articolati e di lungo periodo.
Nel monumentale Salone delle Scienze al primo piano del MUCIV – che reca al centro l’altrettanto monumentale tarsia marmorea di Mario Tozzi del 1942, appositamente restaurata – queste collezioni divengono la premessa per una nuova museologia che evidenzi le stratificazioni e la dinamicità geologica del nostro pianeta, le continue trasformazioni dei territori, l’origine, la diversificazione e la necessità di coesistenza e interazione fra tutte le specie vi- venti. Traendo sollecitazioni delle specie animali, minerali e vegetali, la riesposizione di queste collezioni pone le basi non solo per l’avvio al MUCIV della nuova scuola di discipline ambientali dell’ISPRA ma anche per una serie di attività di formazione e approfondimento (a cui saranno dedicate nuove aule didattiche e depositi aperti) che permetteranno di riflettere con il pubblico sull’estrema fragilità degli ecosistemi naturali invitando a interrogarci insieme su nuove forme e comportamenti di consapevolezza e sostenibilità ecologiche.

ll MUCIV-Museo delle Civiltà di Roma ha una seconda sezione dedicata alla mostra Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana, un percorso espositivo innovativo e di grande suggestione, che fa dell’accessibilità il principio guida per rilanciare il patrimonio delle tradizioni italiane, aprendo a nuove letture e coinvolgendo pubblici sempre più ampi. Organizzata dalla Direzione generale Musei del Ministero della Cultura e curata dal Direttore generale Musei Massimo Osanna e dal Direttore del MUCIV Andrea Viliani, la mostra si configura come un vero e proprio manifesto di cultura pubblica, che ridefinisce il ruolo del museo come spazio-tempo accessibile alla molteplicità dei pubblici contemporanei.
Le fiabe sono vere… Storia popolare italiana intende, nel complesso delle sue proposte, ripensare il museo come esperienza inclusiva e plurale, non solo luogo di conservazione e studio ma anche laboratorio di incontro e confronto, trasformazione e partecipazione. Il percorso di oltre 500 opere – tra dipinti e disegni, abiti e maschere, amuleti ed ex voto, attrezzi agricoli e veicoli di trasporto, strumenti musicali, giocattoli, fotografie, stampe e filmati – si configura come un’avventura che mette in luce le connessioni profonde tra fiabe, arti e tradizioni popolari, la storia reale che esse riflettono, adottando la fiaba come struttura narrativa in grado non solo di narrare il racconto espositivo ma di offrire una chiave simbolica per leggere il nostro passato insieme al nostro presente.

Il progetto prende ispirazione dalla struttura simbolica delle fiabe secondo Italo Calvino, che nella sua prefazione all’antologia Fiabe italiane (1956) affermava che “le fiabe sono vere” in quanto – connettendo fra loro il mitico al quotidiano, l’individuale al collettivo, il naturale al culturale, il selvatico al domestico – ci aiutano a comprendere il mondo che ci circonda.
Il progetto è stato sviluppato tramite un articolato sistema di strumenti per l’accessibilità fisica, sensoriale, cognitiva, relazionale e simbolica, progettati in collaborazione con enti, associazioni di riferimento – fra cui AIPD – Associazione Italiana Persone Down, ANFFAS Nazionale, Consulta Regionale per le Tutela dei Diritti della Persona (Lazio), ENS – Ente Nazionale Sordi, FAND – Federazione tra le Associazioni Nazionale della Persone con Disabilità, F.I.S.H. – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, UICI – Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti (sezione Roma). Il gruppo di lavoro, coordinato da Miriam Mandosi, ha sottolineato l’urgenza di superare l’idea di accessibilità connessa solo ad abilità o disabilità, per lavorare invece su temi come benessere, autorealizzazione, esperienze appaganti e generative.
Tutti gli strumenti della mostra sono disponibili anche in Lingua dei Segni Italiana (LIS) e Lingua dei Segni Americana (ASL). È stato creato anche un percorso tattile con oggetti originali.
A guidare i visitatori nelle sezioni della mostra è inoltre una nuova fiaba, scritta appositamente per l’occasione dalla narratologa Elena Zagaglia: superando l’idea che il linguaggio della fiaba sia riservato ai più piccoli, le avventure del protagonista Elio invitano tutte e tutti a dare valore all’incontro con il diverso e il meraviglioso, a trasformare la paura dell’ignoto in occasione di consapevolezza e crescita. La fiaba è fruibile in formato audio, versione easy to read, CAA, LIS e ASL ed è collegata a un percorso composto da nove opere della collezione permanente.
La mostra, visitabile fino al 1° marzo 2026, è stata realizzata da un’équipe multidisciplinare composta dal personale della Direzione generale Musei, del MUCIV-Museo delle Civiltà e dell’ICPI-Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, con la collaborazione di Cristiana Perrella. Il progetto di allestimento è di Formafantasma con la co-progettazione dell’arch. Maria Rosaria lo Muzio.
MUSEO DELLE CIVILTÀ www.museodellecivilta.it Piazza Guglielmo Marconi, 14 00144 Roma EUR